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In un momento in cui la salsa, travolta dal fenomeno reggaetton, sta vivendo una forte crisi nei paesi di origine, assistiamo al contrario al suo successo planetario. Se è risaputo il successo che da anni la musica latino-americana ha in Giappone, sorprendente è stato constatare di persona il successo che la salsa oggi ha sia ad Hong Kong che nelle lontanissime Filippine.
Hong Kong è città assolutamente da vedere, una Manhattan orientale che non ha poi così tanto da invidiare alla Grande Mela sia per quanto riguarda le bellezze geografiche, che per la sua estrema efficienza. Una immensa China Town nata all'ombra di grattacieli che sono l'espressione odierna di una tecnologia d'avanguardia che si sposa perfettamente con le tipiche tradizioni locali.
Un'altra cosa che ti colpisce di Hong Kong che è una città assolutamente economica. Si riesce a dormire con 20 euro e si mangia tranquillamente con dieci euro. Tra l'altro c'è una cucina eccezionale che varia da quella cinese (con le sue innumerevoli offerte regionali) a quella internazionale. Per noi vegetariani è poi davvero un paradiso.
E veniamo alla vita notturna. Ci sono una infinità di quartieri dedicati al divertimento, da quelli a luce rossa di Chai Wan a quelli più alla moda di Lan Kway Fong e Soho. La cosa incredibile è che ogni sera c'è un locale diverso dove ballare salsa. Ci sono locali ad esempio come Joe Banana, Experience, Q 97, Jubilee, Sugar e Salsa Heat dove si balla alla grande con un popolo di ballerini davvero scatenati e vogliosi di cimentarsi con i ritmi latini.
C'è un clima molto amichevole, molto familiare e la cosa fantastica, almeno per noi maschietti è che sono le donne stesse che ti invitano. Non riuscivo a stare mai un momento fermo perché appena finivo un ballo subito arrivava un altro invito. E si balla un po' di tutto, in maniera molto eterogenea. Ci sono gli amanti della salsa portoricana e del New York Style, altri che ballano "a modo loro", altri simil cubano, ma senza troppi estremismi e con estrema duttilità. Saper dominare più di uno stile anzi diventa in questo caso una grande chiave di accesso che ti permette di comunicare con tutti senza alcuna difficoltà.
L'unica nota dolente, ad essere pignoli, è il tempo. Per molti è una pura opinione, ma d'altra parte considerato come si divertono questi cinesi diventa un peccato veniale!!!...
Musicalmente parlando, si sente molta salsa colombiana e salsa d'annata (in particolare quella proveniente da New York e Puerto Rico). Di musica cubana non se ne sente molta ma ho avuto la piacevole sorpresa di vedere come la "Gozalo" del nostro El Rubio Loco sia molto popolare anche a queste latitudini (cosa che avevo riscontrato, a dire il vero, anche in Brasile)
Da Hong Kong non si può fare a meno di fare una gita a Macao, che si raggiunge in aliscafo con circa un'ora di viaggio. Macao è la Las Vegas del Caribe con degli immensi casinò che attirano frotte di visitatori da tutto l'Oriente. E' una città che merita perché qui è più evidente (a differenza di Hong Kong che è poco inglese) l'influenza della dominazione portoghese. In alcuni quartieri sembra di stare davvero a Lisbona!!!...
Macao City
Tornato ad Hong Kong sono partito con estrema curiosità alla volta di Manila, la capitale delle Filippine.
Qui la sorpresa c'è stata ma direi al negativo. Manila è infatti un una caotica e confusionaria bidonville, nata dal nulla senza nessuna pianificazione urbana. Grattacieli e baracche convivono gomito a gomito, ma quello che più mi ha turbato è vedere come nell'area turistica (che in teoria dovrebbe essere il fiore all'occhiello della città) il contrasto tra ricchezza e povertà fosse ancora più stridente. Il quartiere notturno è infatti concentrato nella zona di Ermita e di Malate che si trova a ridosso del lungomare (forse la cosa più carina della città grazie alla sua grande umanità itinerante). Era però impressionante girare per le strade e vedere una incredibile quantità di persone che dormivano direttamente sui marciapiedi, magari su dei cartoni anneriti. Bambini nudi che chiedevano l'elemosina e che veramente ti facevano gelare il cuore. Scene da favelas, ma con la differenza che qui ci ritrovavamo nel cuore della città.
Manila
Di positivo ho riscontrato gente molto gentile, una vita ancora più economica rispetto a quella di Hong Kong (tanto ormai è risaputo che l'Italia è il paese più caro del mondo) una grande vita notturna e anche qui locali di salsa come ad esempio il "Bellissima" e il "Cafè Havana" che offre persino musica dal vivo.
I filippini poi, sarà per la pelle più scura o per via della antica dominazione spagnola, hanno un'aria un po' latino-americana e devo dire che anche loro sanno divertirsi, in maniera fresca, spontanea e genuina e senza troppe seghe mentali.
Di Manila resta soltanto da segnalare il quartiere storico di Intramuros con una bella cattedrale e qualche bel edificio coloniale.
Trovandosi in un arcipelago di 7000 isole (molte delle quali disabitate) era inevitabile andare ad esplorare una di queste isole così famose. Alla fine ho scelto di andare in quella più famosa, Boracay, descritta dalle guide turistiche come un angolo di paradiso. Ho preso un altro aereo che in 35 minuti mi ha portato a Caticlan e da lì, in traghetto ,sono finalmente arrivato alla mia tanto agognata meta.
Boracay beach
Che dire?... Il posto è meraviglioso ma immaginate la mia sorpresa di trovarmi in una isola deserta in compagnia di 10.000 persone!!!... Non è proprio quello che ci si aspetta dal paradiso. Infatti credevo di trovarmi in una isola lussureggiante in compagnia di altri pochi fortunati ed invece mi sono ritrovato in una specie di Ibiza filippina. Quattro chilometri di spiaggia bianchissima ma lottizzata in ogni suo piccolo angolo da quattro chilometri di alberghi, bar, ristoranti, centri di massaggio e ritrovi notturni.
Ripresomi dalla sorpresa mi sono però lasciato andare ai ritmi locali e devo dire che, visto attraverso, un'altra ottica, il posto merita per davvero. Ovvero se volete relax assoluto e pace non è certamente il posto ideale per voi, ma se avete voglia di fare vita sia mondana che notturna è il posto ideale anche perché le attrattive sono davvero tante.
Per gli amanti degli sport acquatici è ad esempio un vero paradiso. L'acqua è stupenda, la spiaggia bellissima così come la fitta vegetazione. L'altra cosa bella è che tutto si svolge direttamente sulla spiaggia.
A Boracay di salsa non si balla ma devo dire che in giro ne ho sentita parecchia proveniente sia dai vari bar che dai vari ristoranti. C'è scappato anche di ascoltare qualche reggaetton.
Con l'anno nuovo è arrivato il momento di ritornare a casa. Ho lasciato così a malincuore il bel caldo delle Filippine (eravamo sui trenta gradi) e ripassando per Manila e Hong Kong sono ritornato in Italia.
E' stata una bella esperienza, un viaggio che mi ha ritemprato nel corpo come nello spirito, che ancora una volta mi ha arricchito, mi ha dato dei nuovi stimoli, dei nuovi spunti di riflessione.
Ho avuto come sempre anche modo di leggere molto da Osho ad Anthony Robbins. Libri che ti aiutano molto a riflettere sul mistero della vita e a comprendere meglio le dinamiche comportamentali di noi esseri umani.
Viaggiare continua ad essere la cosa che mi affascina maggiormente ed è una esperienza che io consiglio sempre a tutti. Non c'è migliore medicina che un viaggio. Non è solo un viaggio nel mondo ma è anche un viaggio interiore...
Certamente mi ha fatto piacere vedere il successo che gode al salsa anche da quest'altra parte dell'emisfero. Ma proprio questo mi spinge a chiedermi e a chiedervi se non avete l'impressione però che in Italia il fenomeno della salsa abbai ormai intrapreso una parabola discendente.
I segnali negativi sono tanti. I locali non sono più pieni come una volta ed anche le scuole di ballo, cominciano a dare segni di crisi.
Sicuramente è un tema che mi piacerebbe affrontare per il futuro e sarà sicuramente oggetto di una delle mie prossime riflessioni. Ma prima di farlo mi piacerebbe sentire anche la vostra opinione e sarò grato a chi vorrà esprimermi il suo punto di vista, mettendo in luce non solo i motivi di questa crisi ma cercando anche di prospettare delle soluzioni.
Perché devo confessarvi che oggi una cosa mi è sempre più chiara. La domanda che ci dovremmo fare più spesso se vogliamo vivere bene è: "Come posso migliorare la mia vita?"
E' inutile piangere o recriminare sul latte versato o sul male fatto o subito.
L'importante è concentrarsi sulle soluzioni...
Un abbraccio
Enzo Conte
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