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Itinerari musicali nel cuore di Bahia
Neinha è una musicista, suona in un gruppo di percussioni formato da sole donne chiamato Didà (una versione femminile del celebre gruppo Olodum), inoltre è una ottima ballerina, ma soprattutto una persona "positiva", stracolma di umanità.
Insomma una compagna ideale con cui mettersi in viaggio. Insieme, da Salvador, abbiamo preso una barca e siamo andati in direzione di Morro de Sao Paulo, una delle isole più belle del litorale baiano.
Morro de Sao Paulo
Il mare era però estremamente agitato, così siamo andati fino all'isola di Itaparica, che si trova proprio di fronte Salvador nella Bahia de Todos os Santos.
Da lì in autobus abbiamo attraversato tutta l'isola (lunga 10 km) e poi attraversando un ponte siamo tornati sul continente. Abbiamo quindi proseguito fino a sud, passando per alcuni paesini caratteristici dell'interno come Nazarè.
Arrivati a Valencia abbiamo ripreso una lancia che in quindici minuti ci ha portato al Morro de Sao Paulo. L'isola è una vera e propria oasi naturale, caratterizzata dal fatto che vi è vietata la circolazione delle auto. Gli unici mezzi di trasporto sono le carriole e gli asini da soma, a cui spetta il traino dei carichi più pesanti. Insomma se si vuole sfuggire dallo stress delle grandi città, dallo smog e dagli inquinamenti acustici e mentali, Morro de Sao Paulo è l'isola per voi.
Ci sono delle spiagge da mozzafiato ma è soprattutto la sua atmosfera "freak" ad incantare il viaggiatore in cerca di emozioni.. La sera si cena e si balla sulla spiaggia. La musica preferita degli isolani è il forrò, che è un tipico ballo del nord-est brasiliano.
Una musica di sapore molto popolare, (che ricorda un po' la country music) che ha un grande successo tra i ballerini locali anche per la sua facilità di esecuzione.
Sempre in barca, dal Morro de Sao Paulo abbiamo proseguito il nostro viaggio in direzione Valencia. Da lì in autobus ci siamo diretti ad Itacarè, passando per Itabuna e Ilheus. Dopo un viaggio durato 8 ore siamo arrivati alla tanto agognata Itacaré, una delle stazioni turistiche emergenti del Brasile.
Itacarè
Anni fa non ci si poteva arrivare perché non c'era nemmeno una strada asfaltata. Oggi è invece diventato il punto di ritrovo favorito dei surfisti e dei figli dei fiori. Il posto è infatti molto bello, ancora molto primitivo con delle spiagge da favola.
Anche qui la sera si balla in spiaggia e immancabilmente la musica che va' per la maggiore è il forrò.
Ci siamo poi fermati una notte ad Ilheus, la patria di Jorge Amado, autore tra l'altro di libri stupendi come "Gabriela, cravo y canela" che descrivono perfettamente la realtà baiana dei primi anni del novecento.
Lì abbiamo assistito ad un concerto di samba axé che è uno dei generi più popolari nello stato di Bahia.
Da Ilheus abbiamo proseguito per Porto Seguro che si trova praticamente a 700 km a sud di Salvador.
Questa ennesima tappa è durata oltre 6 ore di viaggio, ma si tratta di viaggi tutt'altro che noiosi perché almeno uno si può godere con calma le bellezze del panorama.
E poi l'umanità che affolla quegli autobus è uno spettacolo a parte.
A Porto Seguro ero già stato 20 anni fa.
Allora era la patria della lambada.
Mi ricordo che c'era un unico locale sulla spiaggia (Boca da Barra) dove al calar della sera tutti gli abitanti del luogo si riunivano.
A distanza di tanti anni ho trovato una cittadina completamente trasformata.
Della Porto Seguro che io ricordavo non c'era quasi più nulla.
Oggi è diventata una delle mete più ambite del turismo brasiliano.
E' frequentata soprattutto da giovani studenti che affollano non solo le sue belle spiagge (dove furoreggiano i balli di gruppo e la lamba-aerobica) ma anche le tante discoteche esistenti.
Qui le discoteche hanno applicato una formula intelligente: invece di essere aperte tutte le sere, si sono divisi i giorni della settimana. E così un giorno si va all'Ilha dos Acquarius, il giorno seguente al Toa Toa, quello successivo all'Axè Moi, oppure ancora al Transilvania, all'Alcatraz o al Barramares.
In questo modo le discoteche lavorano tutte senza farsi una inutile quanto controproducente concorrenza (ci sarebbe da importare una idea del genere anche da noi in Italia, non vi sembra?).
Oltre al circuito delle discoteche, dove la selezione musicale varia tra forrò, axè, Musica Popular Brasileira e musica elettronica (paragonabile alla nostra house), esiste un invitante locale che si chiama Oasi's dove invece furoreggia il lamba-zouk che ha preso il posto della gloriosa lambada.
E' un localino che si trova sulla riva del fiume che divide Porto Seguro dalla vicina Arraial d'Ajuda.
Un posto imperdibile per gli amanti dello zouk, ballo che in Brasile sta diventando sempre più popolare.
L'ambiente è poi molto caloroso ed ospitale e non è raro che siano le stesse ragazze del luogo ad invitarvi a ballare, o almeno a provarci...
Arraial d'Auyda è un altro centro molto carino e romantico, ma ancora più affascinante è la vicina Trancoso dove si arriva dopo venti km di strada sterrata. E' un posto incontaminato, che deve la sua fortuna e la sua fama agli hippies.
Una visita meritano anche la vicina Caraìva e, in direzione nord, Santa Cruz Cabralia, un paesino alle pendici del monte Pascoal dove per primi i portoghesi, guidati dall'ammiraglio Cabral, arrivarono nel lontano 1500.
Da lì abbiamo preso un aereo e, soddisfatti ma ancora non sazi, siamo ritornati a Salvador dove proseguirà il nostro viaggio alla scoperta dei tesori musicali di questa terra così feconda quanto magnetica...
Un abbraccio
Enzo Conte
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