|
Dalla lambada al lamba - Zouk
Prima ancora che in Italia scoppiasse la febbre della salsa il pubblico italiano aveva già mostrato un certo interesse per la musica brasiliana.
A Roma in particolare c'erano molti locali brasiliani come ad esempio il mitico Yes Brasil ed il Bossanova.
Erano piccoli ritrovi dove però più che ballare si potevano ascoltare dal vivo i classici della musica brasiliana, in particolare il samba, la bossanova e la musica tropicalista (ovvero i vari Gilberto Gil, Caetano Veloso, Gal Costa, Maria Bethania, Djavan).
Alla fine degli anni '80 esplode però, dal giorno alla notte, il caso "lambada".
Si tratta di una musica ballabile che viene portata al successo da un gruppo franco-brasiliano residente a Parigi.
Il traino del fenomeno lambada viene dato da un brano "Chorando se foi" (musicalmente nato in Bolivia) che presto diventerà un autentico tormentone.
Ma a destare sorpresa e ammirazione sarà in particolare il modo di ballare la lambada.
Un modo che per l'epoca sembrava piuttosto scandaloso visto l'abitudine dei ballerini di strofinarsi in maniera molto sensuale e provocatoria. Qualcuno gridò persino allo scandalo.
Chissà quel qualcuno cosa penserà oggi davanti al fenomeno del reggaetton in cui addirittura si è arrivati a mimare l'atto sessuale(?!?!)...
Fatto sta che la lambada in poco tempo divenne un vero fatto di costume. Un'attenzione durata però una effimera estate di San Martino.
Nel giro di un paio di anni infatti è assolutamente svanita ed è stata relegata nel simpatico e a volte amaro album dei ricordi.
Perché?...Da parte mia credo che la colpa sia stata proprio dei brasiliani che non hanno saputo giocarsi bene questa carta.
Ovvero loro avevano la possibilità di conquistare il mondo attraverso questo nuovo ballo ma loro per primi non ci hanno creduto, considerandolo una moda passeggera...
Nel 1990, durante il mio secondo viaggio in Brasile, ho avuto la sorte di fare tappa a Porto Seguro, una piccola località turistica dello stato di Bahia. All'epoca Porto Seguro era l'epicentro della lambada.
C'era un locale sulla spiaggia che si chiamava "Boca Da Barra" (oggi purtroppo scomparso) dove le bellezze del posto durante la giornata insegnavano ai turisti i rudimenti della lambada mentre al calar della notte ci si sfrenava in roventi corpo a corpo.
Ricordo ancora oggi lo stupore da me provato davanti alle evoluzioni di quelle coppie che, senza alcun pudore, esprimevano attraverso il ballo non solo la loro sensualità ma anche il loro incredibile virtuosismo.
Un altro locale che è rimasto nel mio cuore è il "Sabor da Terra" che si trovava a Salvador de Bahia..
Un vero e proprio delirio di passione ed erotismo.
Credo che sia stato proprio quel viaggio a far scattare in me il desiderio incontenibile di sperimentarmi nella danza...
Purtroppo però quella della lambada è stata in Brasile come nel resto del mondo solo una moda passeggera, che ha lasciato l'amaro in bocca a tutti quelli che si illudevano di aver trovato in questo ritmo tropicale la chiave che avrebbe spinto il pubblico italiano a riscoprire il piacere del ballo di coppia.
Per fortuna sono poi arrivati la salsa ed il merengue, ma chissà la storia sarebbe potuta andare diversamente se i brasiliani fossero stati meno incostanti e più lungimiranti.
D'altra parte, in Brasile i musicisti locali sfornano ogni anno, soprattutto in coincidenza del Carnevale, nuovi ritmi, nuovi balli che appunto durano una sola stagione e così è stato per la lambada nonostante che alcuni artisti, come ad esempio Beto Barbosa, abbiano continuato negli anni a produrre diversi brani di successo (come l'irresistibile "Preta").
Per capire meglio che cosa sia successo è interessante leggere questo interessante articolo scritto da una insegnante brasiliana, Evie Souto, che ha cercato di analizzare il fenomeno che ha portato poi alla nascita di quello che è stato battezzato "Lamba-zouk".
"Esiste oggi una forma ben brasiliana di ballare di coppia.
Una forma sensuale, fluida, piena di giri e di abbracci che avviene al suono di diverse sonorità che si denominano genericamente zouk.
Qui si dice che lo zouk è un parente della lambada e questa è una storia interessante da conoscere.
Si racconta che nella decada degli anni '80 la lambada sorse nella regione nord del Brasile.
Come musica fu il frutto di una mistura di sonorità nordestine e caraibiche. Come danza sembra che derivi dai "Carimbò", che erano manifestazioni popolari del nord-est che si tenevano negli anni della colonia.
Nell'arrivare nella regione nordestina, ricevette l'influenza del forrò e sulla sabbia delle spiagge di Porto Seguro conquistò nativi e turisti sia brasiliani che stranieri.
Nel 1987 diventò un fenomeno mondiale con la nascita del gruppo Kaoma. Però già nel 1992 la sua produzione musicale entrò in estinzione, con un funerale simbolico decretato a Rio de Janeiro dai dee jay dell'epoca.
Nel frattempo i "lambadeiros" sfidarono queste previsioni funebri e cercarono altre sonorità per continuare a danzare.
Lo zouk fu lo stile musicale che meglio si prestò per ballare lambada. "Zouk" significa "festa" ed è un movimento musicale di origine africana che nasce però nelle isole franco antillane e che ha una forma di ballare ben differente da quella brasiliana.
Ma alla fine qual'è il nome corretto: zouk, lambada o lamba-zouk? Come direbbe Shakespeare: "Che cos'è un semplice nome?
Quella che chiamano rosa, con un altro nome non avrebbe lo stesso profumo?"
Pertanto più che il nome è importante che si continui a mantenere viva questa manifestazione popolare della cultura brasiliana..."
Il forrò

Il forrò è la tipica musica del nord est brasiliano.
E' una musica che ha una forte connotazione contadina che però, grazie all'allegria del suo ritmo e alla facilità di esecuzione è diventata popolare in tutto il Brasile.
Esistono diversi tipi di forrò e tre tendenze piuttosto tipiche: Il forrò tradizionale detto anche "pè de serra" (quello preferito dai vecchietti), il forrò universitario (quello preferito dalla gioventù) e il forrò stilizzato (che potremmo definire più da show).
Si balla dappertutto ma soprattutto nelle feste di piazza, in particolare nel mese di giugno durante le celebrazioni per la festa di San Giovanni.
In occasioni come questa in città come Caruarù e Campina Grande si tengono dei grandi festival all'aperto dedicati al forrò.
Durante uno dei miei viaggi mi è capitato di fare sosta anche ad Aracajù nello stato di Sergipe.
In quella occasione mi ha particolarmente commosso vedere autobus pieni di vecchietti, provenienti dai paesi dell'interno, ansiosi di ballare al suono delle migliori orchestre locali.
Un gruppo di essi indossava una maglietta dove sopra c'era scritto: "Nao tem edade pra viver" che vuol dire praticamente "Non c'è età per vivere!" Non è forse così?...
um abraço pra todos voces com muito axè (un abbraccio a tutti voi con molta sorte)
Enzo Conte
|