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Itinerari di viaggio: Thailandia

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Bangkok

Era il mio quarto viaggio in Thailandia, ma questa volta volevo fare qualcosa di diverso: girarla in treno o con i comuni mezzi di trasporto.
La mia prima tappa è stata naturalmente Bangkok, una città affascinante per quanto ricca di contraddizioni, sospesa tra medioevo e futuro, tra enormi ricchezze e povertà, tra magnificenze e squallore desolante, ma viva, dinamica, conturbante, capace di sedurre anche il viaggiatore meno attento.
Da non perdere assolutamente sono i bellissimi templi come ad esempio il Wat Po dove oltre al meraviglioso Budda inclinato di quaranta metri c'è anche una meravigliosa scuola di massaggio tradizionale.

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Watt Po                                                  Budda inclinato di quaranta metri

Di notte, dopo aver curiosato nel quartiere a luci rosse di Pat Pong sono andato a finire chiaramente in un locale di salsa: "La rueda" (nel quartiere di Sukumvit).
Infatti anche a Bangkok si balla salsa, come ormai in tutte le principali capitali dell'Oriente.
Un locale carino, non molto grande ma con una atmosfera davvero friendly, simpatica e accogliente da  "vecchi tempi".
 
La mattina seguente, alle 8 in punto, è cominciato il mio viaggio in treno dalla stazione di Hua Lampong, destinazione Surat Thani, dove sono arrivato dopo ben otto ore di viaggio.
Da lì ho preso prima un minibus per il centro della città, poi un ulteriore autobus che ci ha portato a Dan Sok, il porto d'imbarco per l'isola di  Ko Samui.
Da qui un traghetto in due ore ci ha portato sull'isola.
Ma non era ancora finita perché ci attendeva ancora un tuk tuk collettivo che ci avrebbe portato alla  destinazione finale: Chaweng.
Ko Samui è la più grande di un arcipelago di isole che stanno diventando una delle mete preferite del turismo internazionale.
La caratteristica di queste isole che si va da posti affollatissimi, superturistici a delle piccole oasi di silenzio e di pace.
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Ko Samui

In definitiva  la cosa bella della Thailandia è che se ti piace il casino ne trovi quanto vuoi (anche troppo!), se ti piace la meditazione è il posto ideale per te. Tutto dipende da cosa vuoi.
La natura, le spiagge il mare certamente non ti deluderanno, così come non ti deluderà  la vita notturna.
Tutto è concentrato sul sesso ma a  Chaweng c'è persino un locale, il Red Snapper, dove suona una piccola latin band.
 
Dopo due notti trascorse a Ko Samui ho proseguito il mio viaggio in direzione Phuket dove tra tuk tuk, traghetto,  autobus  e miniautobus siamo arrivati dopo dieci ore di viaggio.
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Phuket Beach

 Phuket è la Rimini della Tailandia ma come Ko Samui offre talmente tante alternative da soddisfare anche il turista più esigente.

Qui addirittura a Patong c'è anche un localino di salsa con musica dal vivo che si chiama appunto "Salsa".
Non è particolarmente affollato perché le attrazioni di Patong  sono ben altre, ma sicuramente ti dà la possibilità di passare delle serate divertenti un po' fuori dalla bolgia dantesca tipica di questa città lussuriosa.
 
Il Capodanno invece l'ho trascorso in un posto meraviglioso: le Phi Phi Island che si raggiungono via mare dopo  due ore di viaggio.
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Phi Phi Island
C'ero stato già nel 1997 e devo dire che nel frattempo è molto cambiata visto che anche lì è arrivato il turismo di massa con i suoi pro e i suoi contro.
Rimane però un posto di grande fascino come assolutamente affascinante è stato il capodanno trascorso a ballare sulla spiaggia.
Una spiaggia incantevole illuminata per tutta la notte dai fuochi di artificio.
 
Sono  ritornato a Phuket, dove alle sette del mattino, su un minibus, sono partito in direzione Surat Thani per poi arrivare dopo quattro ore di viaggio alla stazione e scoprire che non c'erano più posti per tornare a Bangkok.
C'era una sola possibilità che ho preso al volo: quella di viaggiare col treno delle 17 in piedi in terza classe.
Si trattava di un viaggio di ben quattordici ore che a quel punto ho ben pensato  di dividere in due tappe, fermandomi così a Hua Hin una bella località di villeggiatura dove passano le vacanze  i reali di Thailandia.
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Hua Hin
La prima tappa sarebbe stata di otto ore ma quelle ore si preannunciavano d'inferno.
Immaginatevi voi viaggiare in terza classe, in un treno fatiscente, affollatissimo, puzzolente, un odore di piscio quasi nauseante, tra galline e volatili vari ed una umanità a dir poco pittoresca.
Temevo il peggio anche perché ero l'unico straniero.
Invece, con mia grande sorpresa ho trovato ad attendermi sorrisi, attenzioni, affetto, simpatia e per fortuna persino un posto che si è liberato magicamente accanto ad un monaco.
 
Sono arrivato alla Stazione di Hua Hin all'una di notte, un po'  timoroso perché non sapevo assolutamente dove sarei andato a dormire.
Per fortuna proprio vicino alla stazione c'era un albergo ma era tutto pieno.
Ho fatto ancora qualche metro ed ho incontrato un bar ancora aperto, ho chiesto informazioni e con mia grande sorpresa il proprietario del bar si è offerto di accompagnarmi col suo motorino ad un albergo lì vicino.
Cotto com'era mi è sembrato di arrivare a Buckingham Palace.
Non ho mai alloggiato in un albergo con tanto piacere!
Bramavo quel letto e con esso il meritato riposo.
Quell'albergo mi rimarrà sempre nel cuore anche perché  per dormire quella notte ho pagato, incredibile ma vero, appena sette euro.
E non era nemmeno una vera e propria catapecchia visto che aveva persino il bagno in camera e addirittura il televisore.
 
La mattina seguente, dopo una bella passeggiata per Hua Hin con tanto di puntatina in spiaggia, sono ritornato alla stazione dove alle due ho ripreso il treno,  che mi ha portato a  Bangkok alle otto di sera.
A mezzanotte avevo il volo. Ho preso la metro fino in centro dove mi sono fatto fare una ultimo meraviglioso massaggio prima di prendere il taxi per l'aeroporto, giusto in tempo per fare il check in e per prendere l'aereo che mi avrebbe riportato di nuovo a casa.
Che avventura ragazzi!
Ma oggi, vi dico sinceramente, che  la rifarei senza pensarci nemmeno due volte.
Anzi, ne ho già nostalgia perché di ogni viaggio la cosa più bella è, almeno secondo me, il viaggio in se stesso, soprattutto quando lo vivi a contatto con la popolazione locale...

 un abbraccio
Enzo Conte
 

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