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La professione dell'insegnante
 
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Durante il World Salsa Meeting che si è tenuto a Milano dal 23 al 25 gennaio, ho avuto la ghiotta possibilità di tenere un innovativo seminario su: "La professione dell'insegnante".
E' stato davvero gratificante potermi confrontare con altri insegnanti e vedere come in comune viviamo le stesse problematiche, alcune delle quali  difficili da affrontare se non si conoscono bene le dinamiche psicologiche e comportamentali che le determinano.
Ho già sottolineato, in passato, la tendenza a confondere "la competenza" con "la capacità".
Tutti sappiamo, ad esempio  che un bravo ballerino non è necessariamente un bravo insegnante, ma, allo stesso tempo, non è detto che una persona capace di spiegare alla perfezione un passo base o una figura articolata abbia quelle "doti comunicative ed umane" in grado di fare di lui un insegnante di successo.
A tutti noi, negli anni della scuola, sarà capitato  incontrare dei professori che erano preparatissimi nella loro materia ma che erano assolutamente pedanti e incapaci di tenere sveglia l'attenzione della classe.
L'insegnante in fondo è un "educatore", un "divulgatore culturale" ma soprattutto è un "motivatore" e deve conoscere alla perfezione tutti gli ostacoli che si troverà ad affrontare nel corso del proprio cammino.
In questo seminario abbiamo  parlato della differenza tra "apprendimento frammentario e apprendimento globale", di "super-apprendimento", di "ri-apprendimento", ma abbiamo parlato anche di "motivazioni", di "feedback" e della "gestione dei gruppi".
Oggi l'insegnante, infatti, non può più limitarsi ad essere un buon tecnico deve al contrario essere un bravo psicologo ma allo stesso tempo un organizzatore, un capocomitiva, un animatore, alle volte anche un amico, un confidente (con tutte le conseguenze che un eccesso di amicizia  può, allo stesso tempo, portare).
Una scuola è una grande comunità che racchiude persone con obbiettivi e motivazioni molto diverse. 
C'è chi, ad esempio, ama fare gioco di squadra e chi semplicemente gioca per sé stesso. 
Gooleman nel suo libro "Intelligenza emotiva" ci spiega che ci sono due categorie di persone: gli "aggreganti" (ovvero quelli che fanno gruppo) e i "disgreganti" (ovvero quelle che lavorano da sole o che fanno gruppo a sé).
Queste ultime sono quelle che generalmente creano tensioni nei gruppi, fino a rompere quell'armonia così faticosamente creata.
Uno degli errori  più tipici che noi maestri compiamo è quello di chiudere gli occhi su situazioni non eticamente corrette, nella paura di perdere dei potenziali talenti.
Così come sbagliamo a dare per scontato alcune cose che invece nella testa degli allievi non lo sono affatto (anche perché l'allievo, logicamente, antepone sempre il suo interesse personale a quello del gruppo).
Ad esempio gli allievi non capiscono perché magari un loro compagno si trovi catapultato dal gruppo principiante al gruppo avanzato senza fare la classica trafila.
Loro ragionano con la logica delle scuola dell'obbligo per cui dopo la prima c'è la seconda e così via.
Nelle scuole di ballo non è così perché non tutti partiamo dalle stesse basi (molti vengono da altre discipline coreutiche), non tutti abbiamo lo stesso talento e non tutti abbiamo la stessa voglia (o alle volte solo il tempo) per crescere.
Per cui è  importante spiegare e far capire alle persone il perché delle proprie scelte senza dare mai nulla per scontato.
Per non incorrere in equivoci e per non trovarsi in futuro a gestire situazione altamente devastanti, Anthony Robbins (uno dei più importanti esponenti della PNL), ad esempio, consiglia:
"Se volete avere degli ottimi rapporti con gli altri, sia a livello lavorativo che personale "DOVETE ESPORRE LE VOSTRE REGOLE".
Non aspettatevi che la gente viva secondo le vostre regole, se non gliele esponete chiaramente.
E non aspettatevi che le persone vivano secondo le vostre regole se non siete disposti a scendere a compromessi e a vivere secondo qualcuna delle loro.
Può però succedere che anche se chiarite in anticipo le vostre regole, possono ugualmente sorgere dei malintesi.
Succede perché a volte dimenticate di esporre le vostre regole o può anche darsi che non sappiate nemmeno voi, a livello conscio, quali siano alcune di esse.
Ecco perché è tanto importante il dialogo continuo.
Non date nulla per scontato quando si tratta di regole. Dialogate....

Gestire un gruppo può risultare altamente complicato, perché se da una parte ci sono persone che nelle scuole di ballo si incontrano e  finiscono addirittura con lo sposarsi, allo stesso tempo ci sono avventurieri che non hanno pudore di giocare con i sentimenti altrui, approfittando delle loro debolezze e del loro bisogno d'amore.
In casi come questi, davanti a comportamenti più idonei a "ladri di galline", l'esperienza mi ha insegnato che è sbagliato chiudere gli occhi, perché è un modo per permettere a certe persone di continuare a provocare danni e a fare del male. 
Così come non può essere ammesso che ci siamo persone abituate a soffiare sul fuoco del pettegolezzo, dell'invidia e della maldicenza.
Essere un bravo "coach" è completamente differente dall'essere una persona "competente".
In questo caso "non è tanto importante quello che sai, ma come lo fai", ovvero quali strategie usi per cercare di entusiasmare le persone, per cercare di farle appassionare, per cercare di trasmettere loro una energia positiva che possa trasformare la danza in una fonte di gioia e non di frustrazioni o ambizioni inappagate.

Ecco perché continuo a sostenere che un bravo insegnante deve avere più doti umane che tecniche.
Se sei bravo a spiegare ma non  hai pazienza, alle prime difficoltà di apprendimento dell'alunno perderai le staffe.
Se sei fondamentalmente un narciso  non riuscirai mai a capire le esigenze o le problematiche dei tuoi allievi.
"Ti servirai di loro per sperimentare le tue capacità ma non metterei mai a loro disposizione le tue competenze". 
Allo stesso tempo però, se ti dimostrerai troppo pignolo, severo, esigente ed inflessibile è certo che andrai incontro a delle cocentissime delusioni, soprattutto in un ambiente, quello del ballo, dove  al contrario bisogna sempre essere allegri, divertenti, gioiosi, tolleranti, flessibili e soprattutto rassicuranti...
Da parte mia ringrazio i colleghi che hanno partecipato al mio seminario e invito tutti voi ad inviarmi i vostri commenti o raccontare, se ne avete voglia,  le vostre esperienze in merito.

un abbraccio
Enzo Conte
 

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