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E' indubbio che in Italia esiste un problema legato all'insegnamento.
In tanti mestieri c'è superficialità è approssimazione ma è raro incontrare un mondo dove ci sia così poca professionalità.
Ci sono infatti persone che pur non avendo nessuna capacità didattica, nessuna conoscenza della materia aprono dei corsi, approfittandosi dell'ignoranza altrui.
Lo possono fare perché, oggi come oggi, non c'è purtroppo nessuna regolamentazione seria in merito.
Succede così che insegnanti super qualificati, (senza però magari grandi doti comunicative), si vedono surclassati da maestri improvvisati che trovano tantissimi adepti, sfruttando semplicemente la loro naturale simpatia e la loro capacità di fare animazione.
Più volte si è invocato la creazione di una Federazione in grado di dare delle regole e fornire una specie di bollino di qualità e garanzia ai vari insegnanti.
E' da tempo che se ne parla ma ancora non si è mai riusciti a trovare il bandolo della matassa per due motivi essenziali:
A) Il primo è difficile stabilire il "chi giudica chi."
Ovvero come può, un maestro di liscio giudicare, per esempio, un insegnante cubano diplomatosi all'Istituto Superiore dell'Arte del proprio paese?
B) Il secondo problema è che le varie Federazioni troppe volte in passato hanno agito con la logica dei vecchi partiti che prosperavano sul mercato delle tessere.
Ogni Federazione sa che più tesserati avrà, più importanza conquisterà agli occhi del CONI, per cui non ha interesse ad avere pochi ma qualificati insegnanti, preferisce, al contrario, averne tanti per avere maggiore peso politico.
Sono aspirazioni comprensibili ma che non possono certamente aiutare a mettere fine al grande caos in cui viviamo.
In realtà cos'è che veramente manca in Italia?
Manca un vero CENTRO DI FORMAZIONE PER MAESTRI, una specie di UNIVERSITA' DEL BALLO AFRO-LATINO-CARAIBICO dove non solo studiare la storia e l'evoluzione di questi balli ma dove poter apprendere nozioni musicali e ritmiche, scoprire nuove didattiche, nuove metodologie, riuscendo ad ottimizzare al massimo sia le proprie qualità che le proprie potenzialità.
Con Graciela Chao Carbonero abbiamo parlato a lungo della possibilità di fondare questa UNIVERSITA' (di cui, perche no, lei potrebbe essere una qualificatissima rettrice) magari col fine di creare un domani una UNIONE DI MAESTRI.
A Cuba ad esempio esiste l'UNEAC, l'Unione Nazionale di Scrittori e Artisti Cubani e questo sarebbe davvero un interessante esempio da seguire.
Magari questa UNIONE non riuscirà a mettere ordine in questa giungla ma sicuramente potrebbe essere un ottimo strumento di crescita, dando a tutti i suoi aderenti la sensazione di avere la coscienza posto nello svolgere un mestiere per cui si è veramente preparati ed adeguati.
Nel mettere in cantiere questo grande progetto è però importante riuscire a delineare fin dall'inizio il percorso scolastico e le caratteristiche principali che dovrebbe avere un bravo insegnante e quindi lancio questo piccolo sondaggio per avere una vostra opinione.
Ecco tutto ciò che dovrebbe far parte del bagaglio di un bravo insegnante:
1° Conoscere la storia e l'evoluzione di tutti i balli afro-latino-caraibici;
2° Conoscere la musica ed avere delle buone nozioni musicali per quanto riguarda sia la teoria che il solfeggio;
3° Saper distinguere alla perfezione un ritmo dall'altro: un son, da un mambo, una bomba da una plena un guaguancò da un yambù e via dicendo;
4° Conoscere non solo i diversi balli ma anche i diversi stili di ballo;
5° Riuscire a ballare sui vari tempi musicali;
6° Conoscere i fondamenti della psicologia umana in particolare per quanto riguarda la gestione dei gruppi;
7° Aver partecipato a seminari dedicati sia al "coachin" che all'arte della comunicazione;
8° Conoscere l'anatomia del corpo umano e i più elementari interventi di pronto soccorso;
9° Conoscere gli obblighi fiscali e le leggi che regolano le Associazioni culturali (diffusissime in questo ambiente);
10°Altre ed eventuali
Un CENTRO DI FORMAZIONE dovrebbe, a parere mio, offrire tutto ciò, fornendo allo stesso tempo dei libri di testo e del materiale sonoro su cui studiare.
Un esame a quel punto dovrebbe prevedere (come nelle Università) una piccola tesi scritta su un argomento da concordare con la commissione giudicante;
prevedere una prova orale ed una prova scritta in cui il candidato-maestro possa dimostrare di possedere tutte quelle qualità in grado di fare di lui un vero insegnante.
Un esame del genere dovrebbe però prevedere anche delle eventuali bocciature, perché veramente non si capisce a cosa serve un esame se poi alla fine vengono tutti promossi, visto che la priorità per alcune federazioni sembra essere solo quella di intascare la quota di iscrizione e di tesserare per la propria federazione un nuovo socio.
Bene io ho gettato la prima pietra nello stagno.
Sono solo delle idee allo stato embrionale ma sarebbe fantastico riuscire a provocare un dibattito su questo tema così spinoso.
Come, di fatto, credo sia importantissimo prendere coscienza di una realtà che si fa sempre più grave e che veramente corre il rischio di dequalificare un ambiente che si sta facendo del male da solo, anche per colpa della approssimazione, della superficialità e della poca professionalità oggi imperante.
un abbraccio
Enzo Conte
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