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In quali giorni preferite andare a ballare Salsa?

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In base a quali criteri invitate a ballare qualcuno/a?

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A spasso nella storia...
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Insieme alla professoressa Graciela Chao Carbonero, in questi giorni siamo andati a spasso per la storia.

Ore ed ore ad ascoltare brani d'epoca, a visionare video, ad imparare passi, figure, movimenti; giornate intere di aneddoti, di storie, di ricordi di gioventù con l'intento di capire meglio il mistero e la magia che si nasconde dietro questa musica così ricca, così intensa, così pregna di contaminazioni.

Oggi in molti continuano a chiedersi: "Che cos'è la salsa?

Quando è nata? E...soprattutto dove è nata?.

E' corretto affermare che sia una semplice rielaborazione della musica cubana, oppure hanno ragione quelli che affermano che la salsa sia una espressione autonoma nata nei quartieri latini di New York?"


Questa discussione va avanti da anni e divide in maniera sempre più profonda gli storici, i musicologi come i semplici appassionati.

Da parte mia ho sempre seguito con estremo interesse questa discussione, ma ho sempre avuto una visione più globale del problema, convinto che la musica debba essere guardata sempre nel contesto sociale in cui si evolve e non come fenomeno isolato.

A guardare bene, in tantissimi generi musicali non c'è stato alcun problema a cambiare il nome di un ritmo.

Il boogie boogie è diventato rock and roll, il funky è diventato hip hop; il reggae: raggamuffin; la disco-music: house music o ancora techno music (con le sue mille diramazioni).


Con la salsa non è stato così, anzi in molti continuano non solo a negargli la paternità di un ritmo, alcuni addirittura arrivano al punto di mettere in dubbio la sua  esistenza.


"Perché tanta avversione per la parola salsa"?


Non è difficile ipotizzare che alle spalle ci sia un vero e proprio problema politico, determinato dall'ingiusto quanto mortificante embargo che ha dovuto subire Cuba in tutti questi anni.

Si ha quasi l'impressione che utilizzando la parola “salsa”, si voglia oscurare il grande contributo dato dai  cubani alla evoluzione della musica afro-latino-caraibica.

Eppure i cubani per primi non hanno avuto nessuna difficoltà a cambiare il nome di alcuni ritmi da loro creati.

Il danzón è diventato così danzonete, il danzón de ritmo nuevo è diventato mambo, il son si è trasformato in songo, dal songo si è passati alla timba.

Molti studiosi sostengono con fermezza che ritmicamente la salsa sia figlia del son montuno, altri sostengono a spada tratta che invece si tratta di una rielaborazione della vecchia guaracha.

Altri ancora sono convinti che mambo e salsa siano sinonimi.


Spesso però ci si dimentica di come la struttura ritmica di questi brani sia molto simile.

A fare la differenza  molte volte è l'abito sonoro, l'orchestrazione o l'arrangiamento.

Se confrontassimo, ad esempio, un vecchio son del Trío Matamoros con uno di carattere più urbano come quelli del Conjunto di Arsenio Rodríguez o della Tribu del grande Benny Moré, ci sembrerà di trovarci davanti a due generi molto diversi anche se sempre di son si tratta a livello strettamente ritmico.


Ma qui entriamo in un campo ancora più delicato perché ci spinge a chiederci se per la nascita di una nuova espressione musicale è necessario creare un ritmo nuovo, oppure se sia sufficiente creare una nuova forma sonora, frutto di un diversa collocazione dell'ordine delle cose o degli elementi che caratterizzano quella composizione.

Durante un seminario fatto a due voci con il percussionista cubano El Goyo, gli ho sentito affermare con veemenza che la timba di fatto non esiste e che non si può considerare un nuovo ritmo.

Da parte mia, mi sono semplicemente limitato a fargli notare che se una cosa la riconosci, allora vuol dire che esiste.


Se un qualsiasi appassionato di salsa con un minimo di preparazione musicale è capace di distinguere un son da una salsa o da una timba  vuol dire che ci troviamo davanti a espressioni musicali in qualche modo differenti.

Altrimenti come potrebbe ciascuno di noi  identificarle con chiarezza  se fossero uguali?


In realtà sia la salsa che la timba sono la logica conseguenza di una evoluzione, sviluppatasi in contesti sociali, politici ed economici capaci di generare nuove “forme musicali”.

Sono temi, in ogni caso delicati, complessi che riusciremo a comprendere a fondo solo se ci impegneremo a conoscere meglio le radici musicali nelle quali affonda la salsa, in quanto solo attraverso la conoscenza del passato riusciremo a comprendere appieno il presente....

Un Abbraccio
Enzo Conte
 

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